Le oasi naturalistiche

 

Una delle zone di maggiore interesse naturalistico esistenti nel nostro Paese è rappresentata proprio dall’ambiente isontino.

L’originalità del paesaggio, che racchiude colline, vallate, fiumi, laguna e mare, innanzitutto; le caratteristiche specifiche della vegetazione e delle coltivazioni in secondo luogo; e una storica sensibilità da parte delle popolazioni nei confronti della salvaguardia del proprio territorio hanno consentito di conservare praticamente incontaminata la natura in aree molto vaste e di poterla offrire a un turismo nuovo e rispettoso degli ambienti.

 

 

Parco di Piuma-Isonzo.

Comprende un parte boschiva, che si estende su 38 ettari collinari, alle pendici del Monte Calvario e a ridosso dell’abitato di Piuma, ed una parte della sponda destra del fiume Isonzo. Il parco è caratterizzato dal crogiolo di specie arboree con una lieve presenza di castagni, roveri e roverelle, dove tuttavia non mancano i ciliegi e i frassini. Lungo le sponde lambite dall’Isonzo fanno invece bella mostra di sé le specie tipiche degli ambienti fluviali quali l’ontano nero, l’ontano bianco, il pioppo nero e le numerose varietà di salici.

L’area, in particolare quella che si distende lungo l’Isonzo, è forse lo spazio ricreativo per eccellenza della città assieme al piccolo aeroporto di Merna. Il suggestivo alternarsi di spiagge di sabbia fine, gli speroni rocciosi che spariscono nelle verdi acque del fiume, le insenature ombrose, le terrazze e gli scorci panoramici irripetibili, da cui si domina parte della città e della pianura isontina meritano davvero una sosta. Nel parco sono inoltre a disposizione strutture ricreative di vario genere ed improntate allo sviluppo della vita fisica all’aperto: un percorso ginnico articolato su due livelli di difficoltà, strutture in legno perfettamente inserite nel paesaggio, punti di ristoro attrezzati, griglie all’aperto e punti di osservazione rendono il parco un luogo unico da ammirare e da cui ammirare il panorama cittadino.

 

 

Cormòns. Il bosco di Plessiva.

Arroccato tra Cormòns, Capriva e la piccola frazione di Ruttars, gode di un ingresso raggiungibile da un lato attraversando l’area paludosa del Preval che incrocia perfettamente il movimento ondulato del Collio e dall’altro dal centro di Cormòns lasciandosi alle spalle la minuscola località "Subida". Posto di recente sotto la tutela ambientale, è un bosco di robinie ad alto fusto, alberi di castagno presenti fin dall’epoca romana cui si mescolano in varia misura le splendide piante di rovere. Attrezzato con un parco giochi interamente in legno, il bosco di Plessiva vanta innumerevoli percorsi interni di difficoltà variabile, in salita e in pianura, nonché moltissime aree di ristoro attrezzate.

 

 

Riserva naturale "La foce dell’Isonzo."

"… Ed è il tramonto di questo viaggio con l’Isonzo. Tutto è acquietato: le piene, gli sconvolgimenti geologici, la lunga tormentata storia degli uomini… Tutto si distende con i colori tenui del paesaggio dall’autunno all’inverno". Queste parole di uno fra i poeti che hanno dedicato all’Isonzo parte della propria esistenza, Celso Macor, ci introducono nella favola -quasi fuori dal tempo- di questa terra, l’ultima terra del fiume.

La riserva può essere considerata la zona umida più settentrionale del mar Mediterraneo. Parte di un sistema di aree naturali protette, è una delle zone di maggiore interesse naturalistico presenti in Italia, pianificata su scala regionale, con relativi progetti di sviluppo e conservazione. Per le sue peculiarità dovute alla presenza di particolari specie avifaunicole immerse in un ecosistema quasi unico, la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo è fonte inesauribile di ispirazione per i birdwatcher e i botanici di ogni provenienza, meta di escursioni che non conoscono limiti stagionali, vero e proprio paradiso per gli amanti di una natura selvaggia e incontaminata.

Il sito comprende la parte terminale e la foce dell’Isonzo, tra Monfalcone e Grado, costituita, oltre che dal piccolo delta fluviale, anche da stagni retrodunali e aree sommerse. Racchiude in uno spazio relativamente ridotto una serie di paesaggi palustri e lagunari estremamente suggestivi e che garantiscono un habitat naturale per moltissime specie di uccelli, in maggioranza acquatici. L’elevato valore biologico della riserva dipende, in larga misura, dalla sua particolarità geografica -che consiste nella vicinanza delle montagne al mare- e biologica, rappresentata dalla presenza contemporanea di acqua dolce e salmastra.

 

 

L’isola della Cona.

La foce dell’Isonzo, per 1.300 ettari, comprende la zona di tutela speciale dell’Isola della Cona, "cuore" dell’area protetta, un piccolo mondo libero salvato dalla violenza del tempo. L’isola comprende anche un centinaio di ettari di terreno "asciutto" e svariate centinaia di metri di mare poco profondo, scanni ghiaioso–sabbiosi, velme (aree periodicamente sommerse) e barene (aree eccezionalmente sommerse). La riserva è visitabile tutto l’anno, e vi si accede in automobile dalla Provinciale Monfalcone-Grado, seguendo le indicazioni per Staranzano.

 

Cenni storici. Il confine tra terra e mare, tra argini e pianura è in continuo divenire, e continuamente trasformato dall’uomo con drenaggi, barriere, argini, ponti, strade, mura, campi coltivati, che si oppongono alle tracimazioni, alla subsidenza, all’aggressione delle mareggiate e al progressivo innalzamento del livello marino. Della lotta impari tra uomo e natura e del raggiungimento e crollo di un equilibrio faticosamente raggiunto abbiamo notizia fin dall’età romana e medievale. Bonifiche e canalizzazioni interessarono inoltre la zona fin dal 1700, per continuare in maniera più concreta all’inizio del ‘900, tra le due guerre e dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Gli interventi, mirati soprattutto alla conservazione ambientale e alla tutela, si sono tuttavia infittiti negli ultimi decenni, in particolare nei primi anni ’70 quando le attenzioni degli Enti locali della zona si rivolsero in maniera decisa alle tematiche ambientali. Con l’arrivo dei primi finanziamenti si passò da una tutela generica sull’area, che prima era riserva di caccia, ad un’attività programmata di gestione attraverso opere di ingegneria ambientale e di monitoraggio delle acque fino ad arrivare, con una legge quadro della Regione, alla costituzione della "Riserva naturale regionale" che comprende l’Isola della Cona ed altri territori, gestiti dai Comuni di Staranzano, S. Canzian, Grado e Fiumicello. Il sistema di marketing territoriale effettuato nella Riserva dà oggi i primi importanti risultati, che si concretizzano con i finanziamenti da parte dell’Unione Europea e con un afflusso di visitatori che l’anno scorso ha superato le 30.000 unità.

 

Aspetti faunistici. Ciò che attrae maggiormente appassionati ed esperti di ogni luogo è soprattutto la varietà degli aspetti faunistici. L’avifauna si presenta molto ricca di specie e di sonorità ed animazione.

La scarsa profondità dei fondali non permette la vita a molte specie caratteristiche del Mediterraneo. Qui regnano soprattutto gli invertebrati, come dondoli, capesesante, seppie, caperozzoli ed i crostacei (rappresentati dalla rinomata "canocia"). Anche l’ittiofauna è piuttosto varia, in particolare con lo storione, l’anguilla, il cefalo ed il branzino.

L’avifauna prettamente marina è costituita soprattutto da anitre tuffatrici, di cui le più note sono le Morette. Da menzionare anche il cormorano e gli smerghi, oltre ai cigni che arrivano addirittura dalla Siberia ed agli aironi. Altre specie marine presenti sono le strolaghe, gli svassi e il chiurlo, simbolo della Riserva.

Tra i mammiferi, la specie selvatica più notevole è il capriolo, che si osserva, con un po’ di fortuna, preferibilmente all’alba e al tramonto.

All’interno dell’Isola della Cona sono stati inseriti anche due gruppi di cavalli (in tutto venticinque esemplari) "Camargue" di razza delta: uno è mantenuto allo stato brado, l’altro viene utilizzato per le escursioni dei visitatori. Gli scopi principali di tale introduzione sono il completamento del quadro faunistico, il controllo e la diversificazione della vegetazione delle paludi attraverso il pascolo e, appunto, le visite guidate. La razza prescelta si presta bene a tali scopi perché arcaica, rustica e docile, nonché per l’antico adattamento agli ambienti simili delle foci del Rodano, nell’omonima regione. Discorso analogo vale per il branco di bovini, una trentina in tutto, che vengono condotti in estate alla Riserva per il "mareggio" e che servono per contrastare la crescita della vegetazione spontanea.

 

Aspetti ricreativi. La Riserva delle Foci dell’Isonzo offre diverse attrattive e servizi. Il Parco è aperto tutti i giorni ed è possibile richiedere, su prenotazione, il supporto di una guida naturalistica con cui effettuare le visite a cavallo. Il centro visite principale è dotato di un finestrone subacqueo dal quale si può ammirare tutta la fauna sotto il livello dell’acqua e c’è inoltre un osservatorio privo di barriere architettoniche raggiungibile anche in automobile. Ogni visita guidata e ogni attività promossa dalla Riserva è supportata da materiale didattico approntato da esperti.

Per informazioni sull’attività nella riserva naturale è a disposizione il Comune di Staranzano (+39 0481 716917).

 

 

La Val Cavanata.

È una ex valle da pesca, stretta tra il mare ed il canale Primero, ultima parte della porzione settentrionale della laguna. Accessibile dalla Strada provinciale 19 Monfalcone-Grado, si tratta di un ambiente naturale simile a quello dell’Isola della Cona, un’area quindi ideale per la sosta, lo svernamento e la nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici, di cui ne sono state segnalate finora ben 224. Istituita con una legge regionale nel 1996, la Valle Cavanata, in buona parte fragmiteto (terreno occupato dalla canna palustre), è dichiarata zona umida di valore internazionale.

 

 

Riserva naturale dei laghi di Doberdò e di Pietrarossa.

L’area è caratterizzata da due grandi depressioni carsiche, parzialmente riempite dal lago di Doberdò e dal lago di Pietrarossa, che costituiscono uno dei pochi esempi di lago-stagno carsico in Europa. Nei periodi di magra degli affluenti, il livello delle acque cala di molto e la superficie libera, non occupata dal canneto, si limita a rarissimi canali e pozze. La compresenza di diversi ambienti naturali, quali landa, boscaglia carsica e acqua, fa sì che coesistano diverse specie animali e vegetali.

Nella zona è presente anche un centro ippico.

 

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