Grado
L'isola del sole . Una spiaggia lunga cent'anni . Per i bambini . Sole, mare , salute . Un'isola di storia . Tra le isole . Grado in cucina . Tra barene e casoni . Porto Buso e Barbana . Aquileia e Palmanova

L'isola del sole

 

La spiaggia della Mitteleuropa

Quella sottile striscia di terra che s’inoltra nella laguna e la collega alla terraferma appare come una metafora che preannuncia quella vacanza un po’ speciale proposta da Grado: un corridoio di sei chilometri per entrare in un’isola che è "per molti, ma non per tutti". Non a causa di aristocratiche pretese esclusiviste, ma per un tipo di turismo dal volto umano all’insegna della qualità. Una qualità che ha sempre rappresentato il tratto distintivo di Grado, fin da quando, nell’Ottocento, divenne la spiaggia preferita della nobiltà austro-ungarica, tanto da meritare l’appellativo di "Porta sul sole" della Mitteleuropa. È il versante meridionale dell’isola che ospita la vita balneare, con una larga striscia di sabbia dorata sulla quale si affacciano gli stabilimenti termali (uno dei fiori all’occhiello di questa località), le pinete e i campeggi. L’ingresso alla spiaggia è a pagamento, ma proprio questo offre la garanzia di una arenile molto curato e di una serie di servizi di qualità, come vuole lo "stile" di una vacanza da queste parti: nel prezzo sono compresi lo spogliatoio e la custodia degli abiti, l’assistenza del personale, docce d’acqua dolce, servizio di pronto soccorso e un’assicurazione su eventuali infortuni causati dalle attrezzature. Da quest’anno all’ingresso principale della spiaggia è attiva una "stazione" elettronica che offre informazioni utili al turista: manifestazioni in programma, indirizzi e telefoni dei servizi locali, orari di treni e voli. Gli ospiti possono anche accedere gratuitamente alla grande piscina d’acqua dolce nel Parco delle Rose, la zona verde alle spalle degli stabilimenti termali. E per chi vuole divertirsi, c’è il grande complesso di scivoli acquatici sull’ampia spiaggia a ovest del centro storico. Nessun pericolo in mare per i bambini, grazie alla scarsa profondità dei fondali nelle vicinanze del litorale; ed è pensando alle esigenze delle famiglie con figli piccoli che è nato "Gradovacanze", il kinderheim diurno della spiaggia che organizza giochi, gare sportive, proiezioni cinematografiche ed altre attività sotto la guida di animatori. Da quest’anno inoltre una grande tenda multicolore si propone come punto di riferimento per iniziative musicali, sportive, ricreative e di animazione per le diverse età e per tutti i gusti.

 

 

Sport, relax e cultura

Problemi di spazio non ce ne sono: le spiagge gradesi permettono di scegliere tra la compagnia della gente e un’oasi di tranquillità, magari su uno dei tanti banchi di sabbia disseminati tra il mare aperto e la laguna, visitati solo dai gabbiani.

Completa e moderna la dotazione di impianti sportivi: due scuole di vela, windsurf e nuoto, piscine, canottaggio, tennis, minigolf, bocce, campo polisportivo. Ma Grado è molto più che una località balneare: una passeggiata nel centro storico (chiuso al traffico) regala l’affascinante scoperta dell’antico borgo dei pescatori, "l’altra Grado" fatta di anguste calli dove le vecchie case quasi si toccano, di campielli sui quali si aprono locali e ristoranti caratteristici (d’obbligo assaggiare almeno una volta il brodeto, il tipico piatto a base di pesce), fino a raggiungere quella specie di scrigno religioso ed artistico della città che conserva un prezioso trittico di gioielli paleocristiani: la basilica di Sant’Eufemia, l’attiguo Battistero e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. La costruzione di Sant’Eufemia risale alla metà del quinto secolo, quando il vescovo Niceta, in fuga da Aquileia con ciò che restava della sua comunità dopo gli attacchi degli Unni di Attila, cercò rifugio sull’isola di Gradus, avamposto sul mare al quale Aquileia era collegata dal fiume Natissa, all’epoca navigabile. Sant’Eufemia venne consacrata nel 579 dal vescovo Elia, anch’egli fuggito da Aquileia in seguito all’ennesima incursione, del quale rimangono le insegne nei pavimenti musivi della basilica. La grande statua di San Michele in cima al campanile, offerta da Venezia per consolarli della perdita della sede patriarcale, costituisce per i gradesi il vero simbolo della città.

 

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