Grado
L'isola del sole . Una spiaggia lunga cent'anni . Per i bambini . Sole, mare , salute . Un'isola di storia . Tra le isole . Grado in cucina . Tra barene e casoni . Porto Buso e Barbana . Aquileia e Palmanova

Aquileia e Palmanova

 

Metropoli romana e capitale della cristianità

Usciamo da Grado per andare alla scoperta del suo suggestivo entroterra. A dieci chilometri, Aquileia è una meta obbligata per ogni turista che almeno per un pomeriggio (ma gli appassionati possono passarci intere giornate) voglia rivivere il fascino e la memoria di quella che per secoli fu in centro di diffusione della romanità prima e del cristianesimo poi verso l'Europa centro-orientale. Per i più frettolosi raccomandiamo almeno una visita alla basilica patriarcale, uno dei più importanti monumenti della cristianità che racchiude testimonianze storiche e artistiche distribuite in un arco di sedici secoli e offre lo spettacolo del più antico e vasto mosaico pavimentale cristiano del mondo.

A pochi metri dalla basilica, che nel suo aspetto esterno si mostra nella sistemazione voluta dal patriarca Poppone (1031 d.C.), comincia la suggestiva passeggiata archeologica della via Sacra che conduce fino al porto fluviale di epoca imperiale, del quale è stata riportata alla luce la banchina a due livelli per l'approdo con l'alta e la bassa marea, con le rampe di carico e scarico e anelli di ormeggio in pietra. Nelle vicinanze si possono visitare i resti del foro romano, il grande mausoleo del primo secolo, il Museo paleocristiano, quello del Patriarcato e quello archeologico, che raccoglie una ricchissima serie di reperti (statue, terrecotte, oreficerie, monete) e una delle più importanti collezioni di vetri romani esistenti al mondo.

Un panorama dall'alto sull'intero parco archeologico si può godere salendo sul campanile della basilica, che svetta isolato nella pianura: da qui, nelle giornate limpide

 

 

La città costruita col compasso

lo sguardo abbraccia la laguna, il golfo di Trieste e la cerchia delle montagne.

L'itinerario turistico alle spalle di Grado non può tralasciare Palmanova, che dall'"isola del sole" dista soltanto 30 chilometri (sono 50 per chi arriva da Lignano Sabbiadoro). Si direbbe una città concepita col compasso, tale è l'ordine e la simmetria che regna in questa "stella a nove punte" (come appare guardandola dall'alto) realizzata dalla Serenissima alla fine del Cinquecento come fortezza e presidio contro le invasioni dei Turchi e degli Uscocchi (di origine slava) e giunta fino ai nostri giorni come capolavoro dell'ingegneria militare rinascimentale. Dall'esagonale piazza Grande al centro si dipartono le sei vie principali, tre delle quali conducono ad altrettante porte che ricevono il nome dalle città verso le quali si aprono: Udine, Cividale ed Aquileia. Il giro delle fortificazioni vi farà incontrare con le sue mura poligonali disposte su nove lati, protette da altrettanti bastioni a punta e circondate da un fosso a forma di stella. Palmanova rivive ogni anno i suoi fasti in occasione della grande rievocazione in costume che si celebra la seconda domenica di luglio, quando tra caroselli di cavalieri e disfide di sbandieratori si ricorda la cerimonia durante la quale il provveditore Gerolamo Cappello fece innalzare per la prima volta al centro della piazza lo stendardo della Repubblica veneta alla presenza della nobiltà friulana.

A dieci chilometri, in direzione di Monfalcone, chi vuole fare un tuffo in quella cultura rurale che tanta parte ha avuto nella storia di questa regione può visitare il Museo della civiltà contadina del Friuli imperiale, aperto recentemente ad Aiello. Collocato in un antico centro aziendale agricolo, ospita all'interno dei quattro grandi fabbricati sorti in epoche diverse la ricostruzione di ambienti ed attività tipiche del mondo rurale, realizzata grazie alla raccolta di seimila oggetti (attrezzi, macchine, documenti e iconografie) che coprono cinque secoli di storia. Per informazioni, tel. e fax 0431-99507.

Da Palmanova si può anche proseguire per Gradisca, tappa di una delle più celebri strade del vino, quella del Collio, e sede dell'Enoteca Serenissima, dove sono conservati i vini di maggiore pregio della produzione regionale. Gradisca, sulla riva destra del fiume Isonzo, conserva ancora una buona parte delle fortificazioni erette nel quindicesimo secolo dai veneziani, che fecero di questa città un baluardo contro le scorrerie dei turchi.

Tornando verso Grado si può fare una deviazione per visitare il Sacrario di Redipuglia, dove sono conservati i resti di centomila caduti italiani della prima guerra mondiale, che sui campi di battaglia del Carso isontino visse alcuni dei suoi momenti più drammatici.

 

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