Gorizia
Maria Masau Dan

 

 

Luoghi e monumenti di interesse storico-artistico:

Gorizia sorge sulla riva sinistra dell’Isonzo al centro di una conca protetta da una cerchia di alture che rendono il clima particolarmente mite e conferiscono una particolare bellezza ai suoi dintorni.

Verso nord è dominata dal Monte Santo e dal Sabotino, a ovest è chiusa dal sistema collinare del Collio, in direzione sud-est si collega all’altipiano carsico.

Il nucleo più antico della città si è formato attorno al colle su cui fin dal Medioevo sorge un Castello, appartenuto dall’XI al XV secolo ai Conti di Gorizia, originari della val Pusteria, e in seguito passato alla Casa d’Asburgo.

Dopo il XV secolo la città si è sviluppata ai piedi del colle e in direzione settentrionale, lungo la strada cosiddetta "di Carinzia" su cui si incanalava il traffico verso l’Austria. Dal ‘600 alla metà dell’’800 il centro della città divenne il "Travnik" (in sloveno, "mercato"), grande piazza su cui si affacciava la maestosa chiesa dei Gesuiti, dedicata a S. Ignazio.

Con la costruzione della ferrovia meridionale, alla metà del secolo scorso, che passava a circa due chilometri a sud del centro urbano, la direttrice di sviluppo della città si invertì e ben presto, ai lati del Corso che collegava la città alla stazione, si formò una elegante e moderna zona residenziale, verso cui furono attratte molte attività commerciali.

La prima guerra mondiale, durante la quale Gorizia fu al centro di uno dei fronti più tormentati, provocò gravissimi danni in quasi tutto il tessuto urbano, che in molti punti cancellarono l’antica immagine della città. La ricostruzione, che richiese tempi abbastanza lunghi, dotò però il centro di molti edifici moderni, tra cui vi sono opere di architettura di indiscutibile pregio.

Gorizia mantiene, comunque, l’atmosfera della città mitteleuropea, non solo per la presenza ancora evidente di caratteri architettonici tipici delle città rimaste a lungo nell’ambito dell’Impero austro-ungarico, ma anche per essere tuttora vivace punto di incontro di popoli, lingue e culture diverse.

 

 

Itinerario attraverso la città

La visita inizia dal Castello, nucleo originario della città, che sorge su un colle da cui si domina buona parte della pianura dell’Isonzo. Costruito nell’XI secolo, il Castello subì nel tempo molte trasformazioni e ampliamenti, soprattutto per il sopraggiungere di nuove esigenze difensive. Non fu mai utilizzato, infatti, come residenza, poiché i Conti di Gorizia prediligevano vivere nei loro possedimenti austriaci, ma servì quasi sempre per usi militari.

La parte più antica è costituita dal Palazzo dei Conti (sec. XIII) caratterizzato dalla presenza di eleganti bifore in marmo rosa; più tardi fu costruito il retrostante Palazzo degli Stati Provinciali (sec. XV) che ospitava, nel grande salone del primo piano, il "parlamento" cittadino, mentre il pianterreno, suggestivo ambiente a volte sorrette da robusti pilastri, era adibito a sala dei banchetti.

Nel cortile sono visibili i resti della prima torre costruita nell’XI secolo su questa collina. I porticati che si affacciano sul cortile e le sale interne ospitano reperti archeologici, frammenti architettonici, mobili, oggetti d’uso e opere d’arte, provenienti da diverse località del Goriziano.

Durante la guerra della Lega di Cambrai (1508-1511) il Castello di Gorizia fu conquistato dai veneziani che ne mantennero il possesso dal 1508 al 1509. In questo periodo l’edificio fu ampliato e la cinta muraria rafforzata da massicci torrioni circolari. La breve dominazione veneziana è ricordata dal rilievo con il Leone di S.Marco che si trova sopra il portone d’ingresso.

Perduta la sua funzione difensiva, il Castello fu utilizzato fino alla prima guerra mondiale come caserma austriaca. Durante la guerra fu uno dei bersagli più colpiti dai bombardamenti e ne fu gravemente danneggiato. Con la ricostruzione, terminata nel 1937, furono messe in luce le parti più antiche e il Castello recuperò la sua fisionomia medioevale.

 

 

Il Borgo Castello

Già a partire dal secolo XIII si formò attorno al Castello il primo nucleo abitato, a sua volta protetto da una cinta muraria. L’accesso del borgo è costituito dalla Porta Leopoldina, costruita nelle forme attuali nel 1660, quando la città fu visitata dall’imperatore Leopoldo II.

Un tempo il Borgo Castello era assai popoloso ed era costituito da un compatto sistema di casette di origine medioevale che occupava quasi tutta la superficie "liberata" negli anni della ricostruzione per dare maggiore risalto alla zona monumentale del Castello.

Rimangono tuttavia a testimonianza di quell’epoca alcuni edifici molto interessanti, tra cui la chiesetta gotica di S.Spirito, costruita nel 1298 dalla famiglia Rabatta, la casa Rassauer (1575), caratterizzata da una serie di decorazioni in stile gotico veneziano, e, di fronte, il complesso (secc. XV-XVII) delle case Dornberg, Tasso e Formentini, che ospitano i Musei Provinciali, con una sezione storica dedicata alla Grande Guerra e altre sezioni non meno importanti: archeologia, etnografia, artigianato, storia del teatro, museo del Risorgimento.

 

 

Piazza Cavour e piazza Sant’Antonio

Scendendo dal Castello attraverso la ripida Salita Castello, fiancheggiata in parte da pittoresche casette medioevali, si incontra il palazzo cinquecentesco (ora sede della Questura) che fu costruito per ospitare gli Stati Provinciali, quando il centro della vita cittadina si spostò dal Castello alla "città bassa".

Sulla stessa piazza si trova la quattrocentesca casa di Simone Volker, riconoscibile per un basso porticato sorretto da massicci pilastri.

Vicinissima si apre la suggestiva piazza S. Antonio, dove rimangono poche tracce dell’antico convento. Vi si affacciano due dei più importanti palazzi goriziani, palazzo Strassoldo (sec. XVIII, con resti di costruzioni precedenti), dove, nel secolo scorso, furono ospitati i Borboni di Francia in esilio a Gorizia, e palazzo Lantieri (detto anche Schoenhaus, da cui derivò l’antico nome della piazza), interessante complesso edilizio formato da una parte quattrocentesca, che include anche la torre di guardia di una delle porte della città, e da un’elegante ala del ‘700. Fu residenza di una delle più importanti famiglie goriziane e ospitò molti personaggi illustri, tra cui il Papa Pio VI che nel 1782 vi fece una sosta durante il suo viaggio verso Vienna.

 

 

Il Duomo

È intitolato ai SS. Ilario e Taziano, martiri aquileiesi.

La sua fisionomia attuale è il frutto di diversi ampliamenti e rifacimenti, nonché di un’opera di parziale ricostruzione resasi necessaria a causa dei danni subiti dall’edificio durante la prima guerra mondiale.

La parte più antica è una cappella gotica, dedicata a S. Acazio, che conserva nella volta a costoloni una originale decorazione ad affresco della seconda metà del ‘400. Circa alla stessa epoca risale la pietra tombale dell’ultimo conte di Gorizia, Leonardo, morto a Lienz nel 1500.

La chiesa fu ristrutturata alla fine del ‘600. Lo scenografico altare maggiore, del 1707, e il pulpito, sono opera di Leonardo e Giovanni Pacassi.

 

Piazza Vittoria

Si può raggiungere rapidamente a piedi percorrendo la via Rastello, la più antica strada del centro storico di Gorizia. Affiancata da piccoli e antichi negozi è una delle vie più animate della città e conserva anche una serie di edifici piuttosto degni di attenzione.

 

Piazza della Vittoria era un tempo chiamata "travnik", mercato, poiché dal secolo XVII in poi era divenuta il centro dei traffici e in generale della vita goriziana. È dominata dalla maestosa chiesa di Sant’Ignazio, costruita dai gesuiti tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, esempio originale di stile barocco con influenze austriache (nel doppio campanile a cipolla) mescolate a citazioni romane (nel disegno della facciata e nelle gigantesche semicolonne). All’interno si possono vedere alcuni interessanti altari e un grande affresco con "La gloria di Sant’Ignazio" dipinto alle spalle dell’altare maggiore; l’opera è dovuta al gesuita di Graz Cristoph Tausch , autore anche del disegno della facciata.

Merita una visita anche la sede della Biblioteca Statale Isontina, nella vicina via Mameli, che ospitava nel ‘700 il Seminario Werdenbergico, fondato a sua volta dai gesuiti. Molto ben conservato è il vano dello scalone d’accesso, con un bel soffitto decorato a stucco, e il cortile a loggiati, tipico interno dei palazzi goriziani d’impronta austriaca.

 

 

Da piazza Vittoria a piazza De Amicis

Uscendo dalla piazza Vittoria in direzione settentrionale, si percorre l’antica "Strada di Carinzia" corrispondente all’attuale via Carducci, fiancheggiata da numerosi e antichi negozi.

Sul lato destro incontriamo subito il cinquecentesco palazzo Cobenzl, attuale sede arcivescovile. Più avanti la strada si allarga nella piazza De Amicis, un tempo piazza Corno, che è dominata dal maestoso ed elegante palazzo Attems, costruito nel 1745 come residenza di una delle famiglie più cospicue di Gorizia. Il progetto, che richiama il modello delle ville palladiane, è dovuto a Nicolò Pacassi, che in seguito divenne primo architetto di corte con l’imperatrice Maria Teresa.

Palazzo Attems è sede dei Musei Provinciali ed ospita la Pinacoteca antica e moderna, oltre ad un importante Archivio Storico e a una ricca Biblioteca provinciale.

 

 

La sinagoga

Da Palazzo Attems si raggiunge facilmente la stretta via Ascoli, l’ex ghetto ebraico, caratterizzata dalla presenza della Sinagoga, datata 1756. All’interno si può ammirare un ricco e originale altare barocco cinto da un’elaborata cancellata in ferro battuto.

Poco distante, a fianco di una minuscola e suggestiva piazzetta su cui si affaccia la cinquecentesca chiesa di San Giovanni, sorge la casa natale dell’illustre glottologo Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), austero edificio in stile classico.

 

 

Il Corso Verdi

L’espansione ottocentesca della città portò ad un grande sviluppo della zona che collegava il nucleo storico con la zona della stazione ferroviaria. Sorsero attorno all’arteria principale, il Corso Verdi, una serie di imponenti palazzi nello stile eclettico tipico della seconda metà dell’800 e nel tratto alberato della stessa via, che prende il nome di Corso Italia, furono costruite numerose ville signorili circondate da ridenti giardini.

Negozi eleganti e caffè di stile viennese si allineano su questa bella e ampia strada, che ancor oggi conserva quasi intatta l’immagine ottocentesca.

Nel punto in cui inizia il tratto alberato del Corso sorge il Teatro comunale intitolato a Giuseppe Verdi, fondato nel ‘700 ma in seguito molto rimaneggiato. Il teatro si trova nel punto in cui il Corso incrocia le vie Garibaldi e Diaz, entrambe interessanti per la presenza di alcuni edifici storici (la chiesa seicentesca dell’Immacolata in via Garibaldi e il vecchio Ospedale, del ‘700, in via Diaz).

Percorrendo fino in fondo la via Garibaldi si raggiunge la piazza Municipio, su cui domina il grande palazzo settecentesco, anch’esso progettato da Nicolò Pacassi, che dal secolo scorso ospita il Comune. Nel giardino del Municipio merita uno sguardo il bel tempietto neoclassico.

Parchi e giardini danno un’impronta molto particolare alla città. Lungo il Corso Italia si apre il Parco della Rimembranza, dedicato alla memoria delle guerre che hanno colpito tanto duramente Gorizia; a metà del Corso Verdi si può sostare nell’ottocentesco Giardino Pubblico, ricco di essenze rare, ma il parco che meglio testimonia l’amore per la natura e l’eleganza di gusto dell’aristocrazia goriziana è il Parco Coronini, che fa da cornice alla bella villa in cui ha sede la Fondazione intitolata a quest’antica famiglia, e dimostra il culto per il verde diffuso in questa città, che, anche per questa ragione, si meritò il nome di "Nizza austriaca".

 

 

 

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