Alla scoperta del collio
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Mossa e San Lorenzo Isontino

 

Mossa, il cui nome trarrebbe origine secondo alcuni dal cognome latino Mussa, secondo altri dal longobardo Moos-Au (piana muscosa) un piccolo centro che conta poco pi di millecinquecento abitanti, situato parte in pianura e parte sui declivi delle colline che lo delimitano a settentrione. Ed proprio il paesaggio, con il suo verde generoso e l'ordito disegnato dai campi coltivati e dalle vigne, a costituire la maggior attrattiva di questo paese che vanta origini lontane, risalenti addirittura al periodo neolitico. Non mancano, tuttavia, altre attrattive: una pala di S. Andrea, attribuita a Durante Alberti (1538 - 1613), si staglia infatti sullo sfondo dell'altare di marmo bianco posto al centro della navata della nuova chiesa di S. Andrea, situata nel cuore del paese, mentre la Villa Codelli, circondata da un bel parco, spicca come una perla tra il verde brillante della vegetazione collinare. Antiche sono anche le origini di S. Lorenzo Isontino, il cui nome apparve per la prima volta nel testo latino di una pergamena con cui il Conte di Gorizia, Enrico, faceva dono all'Abbazia di Rosazzo di una trentina di paesi situati lungo la valle dell'Isonzo, tra cui, appunto, "santoque Laurentio". Piccolo paese di campagna dal territorio prevalentemente pianeggiante, S. Lorenzo si dispone intorno alla chiesa dedicata all'omonimo Santo e costruita su un precedente edificio del XVI secolo.

 

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