Alla scoperta del collio
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Cormons

 

Cormòns, aperta verso la pianura friulana a sud, ma protetta a nord da una serie ininterrotta di colline, ultima propaggine delle Alpi Giulie, proprio per questa sua felice posizione ha sempre costituito, nella storia di queste terre di confine, un importante punto strategico.

La cittadina collinare vanta pertanto origini antiche: i ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti umani fin dal IX secolo a. C., ma è con la fondazione della colonia romana di Aquileia (181 a. C.) che Cormòns venne ad assumere particolare importanza soprattutto da un punto di vista militare e logistico.

 

La rocca del Quarin

Il castrum di Cormontium, posto sulla sommità del Monte Quarin, sarebbe istato eretto dai Romani per consentire la continuità dei contatti lungo le pendici delle giogaie confinarie; conquistato dai Longobardi, divenne il caposaldo della linea difensiva che proseguiva fino in Carnia.

Il castello di Cormòns fu anche rifugio dei Patriarchi di Aquileia, che vi trasportarono i bottini dei saccheggi di Grado, ma dal 737, e per oltre due secoli, cadde nell'oblio fino a quando Ottone II lo consegnò al patriarca Rodaldo. Passato poi al Principe di Aquileia, al quale venne donato da Corrado II Popone nel 1281, il castello venne definitivamente acquisito da Alberto, conte di Gorizia che, nel 1487, lo cedette a Massimiliano I d'Asburgo.

Nel 1508, scoppiata la guerra tra veneziani e Massimiliano I, il generale della Repubblica Bartolomeo Alviano si impadronì della rocca, che fu ripresa dagli Asburgo nel giugno del 1509, e nel 1525, dopo ulteriori avvicendamenti, venne smantellata definitivamente dai veneziani.

Dopo le guerre napoleoniche, la storia di Cormòns rimase legata a quella di Gorizia: anche successivamente al 1866, quando il resto del Friuli venne annesso al Regno d'Italia, il centro collinare rimase dominio austriaco, tanto che il confine dell'Impero correva proprio lungo il corso del torrente Judrio. L'attuale frazione di Brazzano, situata sulle sponde del corso d'acqua e che sino a tutto il 1928 fu comune autonomo, segnava infatti i limiti della competenza amministrativa imperiale. L'annessione definitiva all'Italia si ebbe solo alla fine del primo conflitto mondiale, ma il territorio di Cormòns subì un'ulteriore modifica dopo la seconda guerra mondiale, che divise il Collio tra Italia e Jugoslavia.

 

I dintorni

Se i resti del castello di Cormòns costituiscono un'importante testimonianza della storia lontana e recente del centro collinare, non mancano tuttavia altre vestigia dei tempi passati: la torre di Neuhaus, i palazzi Locatelli, Del Mestri, Taccò-Aita e Del Mestri-Waiz, il monumento a Massimiliano I d'Asburgo meritano un'attenzione particolare.

Notevole anche la presenza religiosa, evidenziata dal gran numero di chiese e cappelle: dalla chiesa di S. Adalberto, attuale Duomo, con il suo alto e inconfondibile campanile, alla chiesa di S. Caterina, detta anche di Rosa Mistica, terminata nel 1778 da Carlo Corbellini; dalla chiesa di S. Leopoldo, in cui si conservano una serie di tele ottocentesche ed un coro dotato di pregevoli scranni intagliati, alla chiesa di S. Quirino, oltre ad altre innumerevoli chiesette che, con la loro architettura semplice, punteggiano l'intero Collio.

 

Vini e folklore

Cormòns, con una popolazione di oltre settemila abitanti, è ancor oggi il centro economico e culturale del Collio: mentre in passato fu sede anche di un importante mercato per l'esportazione della frutta verso l'Austria, attuale punto di forza dell'economia cormonese è senz'altro la vitivinicoltura.

I dolci declivi della colline e la posizione geografica particolarmente felice, che mitiga le correnti fredde provenienti dal nord, costituiscono infatti gli elementi ideali per la riuscita dei vini locali, prelibati e rinomati a livello nazionale ed internazionale.

Numerose sono pertanto le aziende agrituristiche, i ristoranti e le trattorie che offrono al turista la possibilità di degustare i piatti tipici di questa zona di confine, accompagnati ai numerosi vini bianchi e rossi di produzione locale, mentre la maggior parte delle aziende agricole presenti sul territorio consente di assaggiare e poi acquistare le diverse produzioni vinicole.

Non mancano, infine, a Cormòns gli appuntamenti con la tradizione ed il folklore: a settembre, infatti, il centro collinare ospita la Festa Provinciale dell'Uva, momento di autentica celebrazione dei prodotti della terra e di auspicio per l'imminente vendemmia, e la Rievocazione Storica Rinascimentale, in cui centinaia di comparse in costume medievale consentono di rivivere l'epoca di Massimiliano I d'Asburgo mentre ad agosto il piccolo borgo di Giassico, nella frazione di Brazzano, fa da sfondo alla festa, dal sapore tipicamente mitteleuropeo, che celebra il genetliaco dell'Imperatore Francesco Giuseppe.

 

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