L'agriturismo nel goriziano

 

 

Cenni introduttivi

Una proposta turistica in grande espansione a cavallo del confine. Scenari naturali incantevoli, culto del buon vino e cibi genuini garantiti da un’agricoltura di qualità.

Pur essendo piccola, la provincia di Gorizia offre agli appassionati di agriturismo una combinazione straordinaria di diversi ambienti naturali: a Nord la provincia comprende la parte più meridionale del Collio, un ventaglio di dolci colline racchiuso tra il fiume Judrio a ovest e l’Isonzo a est; lungo il confine orientale si snoda la dorsale del Carso goriziano, estremo lembo di un altipiano che appartiene nella massima parte al territorio sloveno; il cuore della provincia, pianeggiante, è solcato dall’ampia curva del corso dell’Isonzo e la costa ha per un buon tratto il carattere del tutto particolare della laguna.

Tanta varietà di paesaggi determina anche profonde differenze nell’economia agricola, nelle tradizioni e nella gastronomia e permette a ciascuno di farsi i più svariati programmi agrituristici. Filo conduttore è naturalmente il culto del buon vino, che in un’area di produzioni pregiate come quella del Friuli orientale assicura una qualità sempre elevata anche nei locali di ritrovo più semplici e a buon mercato.

E, per accompagnare il bicchiere, non mancano mai pane, formaggio e salumi genuini. Ma l’aspetto più piacevole e indimenticabile è costituito dalla bellezza del paesaggio, dove si inseriscono, qui e là, i segni, talvolta lievi e talvolta profondi, della complessa storia di queste terre di confine.

 

Il Collio

Uno dei punti principali di accesso al Collio è, a Gorizia, il ponte di Piuma sul fiume Isonzo. La strada si inerpica subito piuttosto ripida sulle pendici delle colline, passa accanto al monumentale Ossario di Oslavia, massiccia costruzione a torre in pietra bianca dove sono raccolti i resti dei caduti della prima guerra mondiale, e, dopo un percorso di alcuni chilometri reso particolarmente piacevole dalla vista di vigneti e alberi da frutto, raggiunge San Floriano, la vetta più alta, da cui si gode una bellissima vista sulla città e sui monti circostanti. La zona, dove l’osteria reca sovente anche l’insegna slovena di "gostilna", è particolarmente attrezzata dal punto di vista agrituristico: a Oslavia si può sostare da Radikon, in Località Tre Buchi (tel. 0481-32804, aperto il fine settimana); a San Floriano, in Località Scedina (tel. 0481-884108) si mangia da Juretic; scendendo a valle verso il Preval, in località Giasbana, si trova ospitalità da Stekar (0481-391929). L’offerta è dappertutto quella di piatti semplici e tradizionali: tagliatelle e gnocchi con gulash, "biechi" col gallo, carne di maiale, pollo, anatra, oca, strudel. Merita una sosta la piccola chiesa del Preval, dedicata alla Madonna Regina dei Popoli, isolata in mezzo alla campagna e punto d’incontro spirituale fra le genti friulane e slovene.

 

Verso Cormòns

Proseguendo verso Cormòns si incontra il Parco di Plessiva attrezzato per compiere lunghe passeggiate in un ambiente di grande pregio naturalistico. Nelle vicinanze c’è l’azienda agrituristica Al Parco di Plessiva (0481-61026), aperta il fine settimana, e un paio di chilometri in direzione di Cormòns e si trova il Poc da Subide (0481-61004). In questa zona vengono offerti menù un po’ diversi, che comprendono frequentemente il frico, formaggio cotto in padella tipicamente friulano, il salame cotto, i kipfel di patate.

A Cormòns, se si fa una passeggiata sulla piazza XXIV maggio prospiciente il bel municipio settecentesco (Palazzo Locatelli) ridisegnata recentemente dall’architetto Boris Podrecca, dopo la sosta d’obbligo nella ricca Enoteca, merita allungare

il giro fino al Panificio Simonit (via Matteotti) dove l’ambiente è d’altri tempi e il pane si fa ancora a mano.

Ma non si dimentichi di comprarvi anche il pane con l’uva e lo strudel.

Se da Cormòns si sale sul Monte Quarin, il rilievo più elevato della zona con i suoi 270 metri, oltre a godere di una bella vista sulla campagna isontina, si vedranno i resti dell’antico "castrum" di origine romana, conquistato dai longobardi e divenuto, nel VII secolo, sede dei Patriarchi di Aquileia. Porta il nome di Monte Quarin anche un agriturismo sito nelle vicinanze (via Monte 58, tel. 0481-60064) dove si mangiano gnocchi, strudel di verdure, faraona e gubana. Due valide alternative sono rappresentate dall’azienda Feresin (Località San Quirino, 7 bis, tel. 62119) e dall’azienda Alessandro Riz (Località Giassico 18, Brazzano, tel. 61362) che offrono a loro volta cibi genuini e vini della zona. Cuore del Collio è Dolegna, paese di soli 500 abitanti circondato da vigneti e boschi. Che la sua posizione in tempi remoti fosse strategica è dimostrato dall’esistenza di luoghi fortificati di origine medioevale come il Castello di Trussio e la Torre di Marquardo. Dolegna ha una grande offerta gastronomica che comprende ristoranti molto noti ma anche apprezzati ritrovi agrituristici distribuiti tra il paese e le frazioni: a Scriò si trova il Granatiere (04581-639982), a Ruttars c’è il Podere agrituristico Crastin (0481-630310), a Lonzano (paese del poeta friulano Pietro Zorutti vissuto nel secolo scorso) si può andare a La Fattoria (0481-61045), a Restocina la Frasca al Collio (0481-639897), in località Cime c’è l’azienda Alle Cime (0481-639967), a Dolegna la "Coop Dolegna del Collio" (0481-639951). In genere la cucina di questi locali utilizza verdure ed erbe, coltivate e selvatiche. Sempre presente la minestra di orzo e fagioli, non mancano mai nemmeno il frico e la frittata. I dolci d’obbligo sono lo strudel e la gubana, che qui chiamano anche putiza.

 

Il Collio sloveno

Se si vuole cogliere in pieno la vastità e la bellezza del Collio si deve percorrere, però, anche la zona slovena, dove il paesaggio è altrettanto suggestivo e non mancano testimonianze storiche importanti (di grande interesse le strutture fortificate: il castello di Vipulzano, il castello di Dobrovo, San Martino di Quisca). Anche qui l’agriturismo sta conoscendo un grande sviluppo: nella zona si consigliano l’azienda Belica a Medana (tel. 00386-65-42104), Breg, (tel. 00386-65-42555), poco distante da Dobrovo, Pri Lukovih (tel. 00386-65-44000) a Gornje Cerovo vicino a Kojsko, e, poco distante, Stekar (tel. 00386-65-46141).

 

Il Carso

Meno popolata del Carso sloveno, la parte goriziana dell’altipiano porta ancora i segni della prima guerra mondiale che ebbe qui uno dei fronti più combattuti e devastanti. Resti di trincee, cippi, monumenti e buchi provocati dalle artiglierie restano a testimoniare il massacro avvenuto per due anni su questo aspro terreno.

La forte permeabilità della roccia calcarea favorisce l’assorbimento dell’acqua piovana e dona un aspetto brullo e desolato al terreno. Nel sottosuolo l’azione dell’acqua sulla pietra ha provocato il formarsi di un complicato sistema di grotte, caverne e gallerie, attraverso le quali fluisce l’acqua che infine si getta nel mare alle bocche del Timavo. La popolazione carsica, in maggioranza di lingua slovena, ha sempre mantenuto vive le sue tradizioni e la sua identità. Anche l’agricoltura, che si basa su pochi lembi di terra strappati al predominio della roccia (le doline) ha mantenuto proprie caratteristiche, così come il vino ricavato dai vigneti dell’altipiano. Tradizionale ritrovo degli uomini del Carso è anche qui l’osteria, che da alcuni viene chiamata secondo un’antica definizione "osmiza".

L’agriturismo ha qui pochi ma particolari punti di riferimento: tra Fogliano e Redipuglia, all’inizio delle pendici del Carso, c’è il parco rurale denominato Alture di Polazzo (tel. 0330-240132) dove non solo si servono cibi della tradizione (jota, agnello al forno, salsicce e carni alla griglia) ma si possono compiere escursioni guidate nelle cavità carsiche, su carro agricolo o a cavallo. C’è la possibilità di campeggiare e di andare a funghi con una guida. Una curiosità: l’azienda è visitabile anche in un bel sito in Internet. A Fogliano merita una sosta anche Al Glicine (via Stazione 36, Polazzo), mentre salendo a Doberdò del Lago, si incontra Pri Cirili (tel. 0481-78268) dove la cucina è ancora un incrocio di influssi slavi e nordici, con la jota e l’orzo, le tagliatelle con il gulash e lo stinco di maiale, la "putiza" e le palacinche per finire. Gli stessi cibi si possono gustare anche in altri due ritrovi agrituristici di Doberdò: Lakovic (0481-78125) e Maria Stolfa (0481-78140), mentre nella vicina località di Jamiano è aperto quello di Rosina Frandolic (0481-419956).

 

Il Carso sloveno

Oltre il confine con la Slovenia il Carso si estende in un’ampia zona che offre molte possibilità di itinerari ed escursioni sia nei dintorni di Nova Gorica sia in direzione di Sezana e dell’area triestina. Se si vuole assaggiare il vino di queste parti accompagnato da prosciutto del Carso e "struklji" una pasta arrotolata e ripiena, nella zona di Sempas ci sono le aziende Rjavcevi (tel. 00386-65-48659), Malovscevo, a Vitovlje, (tel. 00386-65-48417) e Krnelovi a Ozeljan (tel. 0386-65-48660). Prendendo la strada che conduce a Sezana, invece, si può sostare nel romantico paesino di Dornberk, dove si può sostare alla "osmica" Kalinovi (tel. 6-65-56760), oppure mangiare un vero pasto da Vizintin (tel. 00386-65-56870) o da Gregoric (tel. 00386-65-56294). Nella località Tabor è aperto Pri Betenih (tel. 00386-65-56731) mentre, proseguendo verso Branik (l’antica Riffembergo dominata dall’imponente castello dei Lantieri), si può scegliere Pirotovi (tel. 00386-65-57014), Vidmar (tel. 00386-65-57051), e l’azienda Zolovkin Hram (tel. 00386-65-57080) mentre, a Spodnja Branica, c’è Pri Lisjaku (tel. 00386-65-57192).

 

Tra Isonzo e laguna

Seguendo il corso dell’Isonzo, nella parte italiana troviamo numerosi ritrovi agrituristici dove vengono offerti i prodotti della pianura, a partire da vini di buona qualità e salumi casalinghi, spesso accompagnati da frittate e verdure, radicchio e uova sode oltre che dall’immancabile strudel, a Pasqua sostituito dalla "pinza". In molti casi si fa anche la carne alla griglia. Partendo da Gorizia, a Lucinico c’è l’agriturismo Grion (via Sartorio,75; tel. 0481-390355), a Farra da Silvana e Mario (Strada della Bellanotte, 10; tel. 0481-888172); a Moraro l’agriturismo Al Diaul (tel. 0481-808928); a Gradisca, l’azienda S. Elena (via Gasperini, 1; tel. 0481-92388); a Mariano da Villy (Località Corona, via Gorizia, 5; tel. 0481-69302); a Romans (Fratta), Aldo Bader (tel. 0481-90012); a Pieris Ai due Pini (via N. Sauro, 55, ss. 14; tel. 0481-76325). Infine a Grado, dove l’agriturismo è localizzato nella zona agricola di Fossalon, con due aziende nelle quali si mangiano i cibi tradizionali e si possono acquistare ortaggi: Al Lido, viale Vittoria 35 (tel. 0481-88219) e Val Cavanata, via Muggia 8 (tel. 0481-88067).

 

 

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